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NEWS NATURISMO

18/05/2012

Una farsa la prima riunione dell'Osservatorio Regionale Piemontese per l'associazionismo di Promozione Sociale.

Dopo sei anni dall’approvazione delle Legge Regionale n.7/2006 sulla Promozione Sociale ed un assordante silenzio delle istituzioni piemontesi, si è tenuta questa mattina alle ore 9.30 la riunione di insediamento dell’osservatorio  Regionale dell’associazionismo di Promozione Sociale previsto dalla legge stessa.  Una scarna convocazione che conteneva un solo punto all’ordine del giorno, di fondamentale importanza come l’adozione del Regolamento Interno e le decisioni in merito al funzionamento dell’osservatorio, è stato in pratica disatteso.  Nella convocazione stessa era indicata l’ora di inizio ma non la durata dell’incontro  impedendo cosi ai partecipanti di sapere il tempo a disposizione per lo svolgimento dei lavori. La Presidente delegata dal Governatore iniziava la seduta dando ampio spazio alla trentina di partecipanti, rappresentanti delle associazioni di promozione sociale delle provincie, della regione e delle istituzioni provinciali, di presentarsi, cosa che ha sottratto la maggior parte del tempo della riunione. La bozza di regolamento è stata sottoposta seduta stante, mettendo i partecipanti ovviamente in difficoltà, quando bastava spedirla con un po’ d’anticipo per poterla visionare, almeno insieme alla convocazione, permettendo cosi un celere svolgimento dei lavori già dal primo incontro. In ogni caso questo non ha impedito ai più di leggerla e di fare le proposte di modifica del regolamento,  che purtroppo nonostante diversi miei interventi, sia di  merito sui punti da cambiare, sia per esprimere la richiesta di procedere a esaminarli, aprire la discussione e votarli, non è stato fatto dalla Presidenza, la dirigente Raffaella Vitale, delegata del Governatore Cota. L’illustrazione della bozza di regolamento fatta dal vicario Dr. Di Giacomo su invito della presidente, procedeva in modo sparso,  senza un metodo razionale passo per passo, aumentando la confusione e la difficolta di comprensione di alcune importanti norme del regolamento. L’impressione è stata che, invece che procedere punto per punto sulla descrizione degli articoli della bozza del regolamento, si saltasse di palo in frasca. E’ stato chiaro che sulle proposte elevate dal sottoscritto e dal alcuni altri rappresentanti delle associazione non ci fosse volontà a svolgere i lavori per cui l’osservatorio si è riunito.  Le proposte fatte volte a procedere speditamente  per ottenere la modifica di almeno quelle regole più semplici e di cui era facile prendere una decisione, come per esempio se usare le raccomandate o le e-mail pec per inviare le convocazioni, quanti mandati si possano espletare, se possano partecipare alle riunioni oltre che i rappresentanti effettivi anche i supplenti, il numero di presenti affinché la riunione sia legalmente valida, non sono stati presi in considerazione per una discussione immediata da parte dell’assemblea e una immediata votazione. Votare provvedimenti volti  a snellire le procedure di funzionamento dell’osservatorio dall’altra parte era l’unico punto all’ordine del giorno, mentre più di un ora si è volatilizzata in presentazioni molto generali, quanto inutili. La cosa che appare chiara è che si dovesse rinviare ad una prossima seduta, senza però un vero e chiaro motivo, il che è suonato come svuotare l’assemblea del proprio potere decisionale afferito ai partecipanti.  Alcuni interventi di rappresentanti delle provincie e del rappresentante AICS, hanno remato in questo senso contribuendo ha svuotare la riunione di qualsiasi risultato. Le cose più gravi però sono il fatto che il Presidente non abbia messo in discussione e votazione le variazioni allo statuto nemmeno su richiesta verbale esplicita del sottoscritto in qualità di rappresentante delle associazioni iscritte nel registro regionale sezione della provincia di Asti, violando le regole  base della democraticità delle assemblee. Ignorando anche le richieste di altri rappresentanti delle associazione di altre provincie, che chiedevano a gran voce di aprire il confronto sui temi emersi già in questa riunione.  In pratica ancora una volta una mancata occasione di attuare democrazia in uno stato che dovrebbe essere di diritto, ma dove pare che l’unico diritto rimasto sia quello di farsi prendere in giro. Decine di persone hanno viaggiato in auto, da Biella, Vercelli, Asti, Alessandria, Cuneo, spendendo denaro in benzina, inquinando, sovvenzionando la mafia dei petrolieri e quella delle tasse sui consumi, per assistere ad un carosello di presentazioni e chiacchere, per assistere al mancato rispetto di un semplice ordine del giorno scritto in una convocazione ufficiale della regione, per vedere non prese in considerazione richieste democratiche, come aprire una discussione su un tema all’ordine del giorno, per non avere spazio per esprimere il proprio parere, confrontarsi e comprendere, ed infine per non essere messi in condizione di votare un provvedimento o  votarci contro, come dovrebbe essere nel diritto di ogni rappresentante legalmente eletto. Siamo stati testimoni di una assemblea istituzionale, come dovrebbe essere quella di un Osservatorio Regionale istituito da una legge della Regione Piemonte, dove l’unica cosa che si è realizzata è perdere del tempo in tanti, sottratto magari al proprio lavoro o alla propria associazione. Abbiamo assistito all’attuazione dei soliti metodi imbonitori, da politicanti avvezzi. Un ora e mezza scarsa, perché a detta della Presidenza “le riunioni troppo lunghe non portano risultati”; pare però, che anche quelle brevi abbiano lo stesso effetto, aggiungo io.  Abbiamo ancora una volta preso atto che regna la più totale confusione anche su cosa sia Promozione Sociale e che neanche i rappresentanti delle istituzione sembrano saperlo. Negli interventi di presentazione dei rappresentanti delle associazioni, unico attimo a disposizione degli intervenuti, anche se breve e non previsto nell’ordine del giorno, sono emersi tutti i punti di un malcontento relativo alla mancata applicazione delle legge da parte delle istituzione, alla mancata promozione attraverso pubblicità, formazione, e soprattutto finanziamenti del settore della Promozione Sociale, quale essa fosse la sorella sfigata, nella famiglia del Terzo Settore. Anche la richiesta di modificare la legge in alcuni punti, che non accontentano le necessità reali della Pormozione Sociale è emersa chiaramente. La varietà e la diversità delle associazioni presenti ,  i diversissimi campi di attività, sono apparsi ancora una volta, non tanto come un arricchimento che deriva dalla molteplicità di espressione delle istanze della promozione sociale, quanto un evidente sovrapposizione di molte associazioni che sono iscritte nei registri della Promozione sociale, e contemporaneamente anche in altri, e che in realtà si occupano di settori  che sono già inquadrati in ambito del volontariato,  o delle sportive dilettantistiche o addirittura delle onlus.  Mentre associazioni che si occupano di arte, riscolarizzazione, domiciliarità, laicità, prevenzione della salute e dei disagi, naturismo, benessere, teatro, sono centrate nella Promozione Sociale,  mi chiedo se invece molte altre non sarebbero più centrate collocandosi negli altri due ambiti del terzo settore. E’ emerso anche come i CSV, Centri Servizi Volontariato, abbiano escluso le associazioni di Promozione Sociale dai servizi forniti, ma continuano a essere finanziati dalla regione, la quale non ha previsto nessun organismo di assistenza e servizio alle Associazione di Promozione Sociale, rendendole cosi abbandonate a se stesse. Fatta la legge, e poi fregarsene, insomma.  L’assenza delle istituzioni nell’informare i cittadini dell’esistenza della Promozione Sociale ha poi dell’incredibile; tanto che ci vuole un bel coraggio a presentarsi all’appuntamento dell’istituzione di un osservatorio con 6 anni di ritardo a fronte di 295 associazioni iscritte, mentre non è stato speso un soldo per far conoscere alla gente un comparto dell’associazionismo sociale cosi cospicuo e soprattutto senza che, a 12 anni dall’approvazione delle Legge Nazionale, i rappresentanti delle istituzioni siano ancora in grado di spiegare di che si tratta. 

Unico punto positivo è che per come siamo messi ci sono ampissimi margini di miglioramento. Cosi ampi da farci prevedere un viaggio con distanze intergalattiche da coprire, per raggiungere democrazia, dignità, diritti, e libertà e qualche risultato concreto. Ci sono forti resistenze organizzate per ostacolare il procedere dell’applicazione della legge sulle APS, ormai è evidente anche ai più “romantici”. Purtroppo anche da parte di associazioni e personaggi col pelo sullo stomaco, vecchi lupi di mare dell’associazionismo, che sanno che i soldi o vanno da un parte e dall’altra e quale migliore sistema che infiltrarsi in un settore per ostacolarlo efficacemente dall’interno? 

Sarà dura! (ma per loro).

Davide Quaranta

Rappresentante Provinciale delle Associazioni di Promozione Sociale iscritte al Registro provinciale di AT.