Dal 1989 ad oggi il sindacato colombiano SINALTRAINAL ha subito decine di sequestri, torture, minacce di morte, sfollamenti forzati, montature giudiziarie e 8 leader sindacali sono stati assassinati. Attraverso una vera e propria campagna repressiva attuata per mezzo degli 'squadroni della morte' dei paramilitari colombiani. Un dossier indipendente della Reboc Rete di boicottaggio della Coca Cola documenta le violazioni che Coca-Cola o i suoi commissionari commettono non solo in Colombia, ma anche in India e in altri 16 Paesi del mondo, Violazioni che vanno dalla repressione dei sindacati fino alla discriminazione razziale nei confronti dei dipendenti afroamericani. Nel 2000, la Coca-Cola ha pagato,192,5 milioni di dollari, il patteggiamento più oneroso tra tutte le accuse di discriminazione razziale avviate negli Stati Uniti. E non stiamo parlando di un capoufficio che alza la voce con il suo dipendente. Parliamo di lavoratori trucidati dagli squadroni della morte dei paramilitari, all'interno di impianti Coca-Cola protetti da guardie armate e mura di cinta, Dell'assassinio delle mogli dei leader sindacali e del rapimento dei loro figli. Parliamo di riunioni in azienda in cui i paramilitari, dopo aver convocato tutti i lavoratori sindacalizzati, gli hanno imposto di firmare fogli di dimissioni stampati nei computer aziendali sotto la minaccia delle armi. Parliamo di sezioni sindacali date alle fiamme. Parliamo di leader sindacali incarcerati su denuncia della Coca-Cola per mesi in prigioni tra le peggiori del pianeta e poi liberati per non aver commesso il fatto. Parliamo, in sostanza, di 8 omicidi e ben 179 gravissime violazioni dei diritti umani. Una campagna repressiva, dal 1989 ad oggi, volta ad annientare il Sindacato con la complicità di Coca-Cola e a suo beneficio, come dimostra il fatto che, anche secondo Amnesty International, la maggior parte di queste violazioni sono state commesse nel corso di vertenze contrattuali. Qualcuno afferma che si tratta di una leggenda metropolitana, ma è stato accertato da una commissione indipendente promossa dal comune di New York e da diverse successive visite effettuate da commissioni dei più disparati paesi europei e americani. Il tribunale federale della Florida ha inoltre accettato le prove a carico delle imprese imbottigliatrici depositate dal Sinaltrainal, incriminando le aziende colombiane per tortura e omicidio. La responsabilità è della Coccola Company anche nel caso di imbottigliatori colombiani sotto licenza, in quanto l’ ONU, nell’Agosto del 2003, ha approvato le Norme sulle Responsabilità delle Imprese Transnazionali riguardo ai Diritti Umani, nelle quali si afferma il principio secondo cui un’impresa transnazionale va considerata responsabile di quanto accade in tutta la Sua filiera produttiva. La stessa Coca-Cola, nel suo Codice di Condotta internazionale, si impegna a farne rispettare le norme “in tutte le imprese che abbiano la franchigia per la produzione, distribuzione, vendita” dei suoi prodotti. Nel caso specifico va inoltre ricordato che Coca-Cola controlla non solo di fatto le aziende colombiane di imbottigliamento, essendone il principale committente, ma detiene il 39,6% del capitale azionario ed il 46% delle azioni con diritto di voto, oltre ad essere rappresentata nel Consiglio di Amministrazione da dirigenti di alto livello. Grazie alla pressione di tutte le vittime lo scorso 7 novembre la Coca-Cola ha accettato, davanti a Veltroni, una Commissione d’inchiesta indipendente che si recherà in Colombia a Marzo 2006, anche a seguito delle forti proteste per il fatto che Cocacola è sponsor della fiamma olimpica. ”Il boicottaggio” affermano i sostenitori di Reboc, “sembra essere veramente l'unico modo di ottenere la verità e la giustizia su questi gravissimi crimini, oltre ad essere uno strumento altamente democratico e nonviolento. Gli obiettivi: Verità, Giustizia e Riparazione integrale dei danni subiti dalle vittime.” Persino in america si moltiplicano le prese d’atto del grave comportamento di The CocaCola Company, che non si limita alla Colombia, ma anche alle fabbriche Indiane e Africane. L’Università del Michigan ha deciso di non rinnovare il suo contratto da 1,4 milioni di dollari con Coca-Cola, a causa del disaccordo relativo alle pratiche della compagnia nei rapporti di lavoro in Colombia, afferma un rapporto pubblicato venerdì. Michigan, con 50.000 studenti suddivisi in 3 campus, è finora la maggior vittoria per gli attivisti che cercano di fare pressione su Coca-Cola in riferimento agli abusi sul lavoro e sull’ambiente, secondo l’Atlanta Journal Constitution. Gli attivisti affermano che Coca-Cola è complice delle violenze contro i lavoratori sindacalizzati in Colombia, che la Coca-Cola nega. Accusano anche Coca-Cola di pratiche di cattivo utilizzo dell’acqua in India. Rappresentanti di numerose università hanno formato una commissione per indagare sulle accuse, e Coca-Cola si è dichiarata d’accordo su una inchiesta super partes. Ma le parti, per quanto riguarda la commissione d’inchiesta Indiana, non sono riuscite a raggiungere l’accordo sui termini specifici dell’indagine. I contratti universitari rappresentano una piccola porzione del fatturato complessivo di Coca-Cola, ma l’impatto sulla compagnia potrebbe essere maggiore perché colpisce duramente la sua immagine sul mercato, secondo il Journal Constitution. Anche il Comune di Torino, su iniziativa di P.R.C. e P.d.c.i., ha approvato il 14 Novembre scorso un ordine del giorno, regolarmente approvato, per l’eliminazione dei prodotti della Cocacola Company dagli uffici comunali, in quanto non in linea con i principi di eticità e di rispetto dei diritti umani. Continuano inltre gli appuntamenti in tutto lo stivale per la protesta contro la Torcia olimpica sponsorizzata dalla Cocacola. L’ultimo il 7 Gennaio a Termoli, in provincia di CB, organizzato da Associazione BAOBAB Onlus (Commercio equo solidale) e il prossimo il 13 Gennaio a Ravenna. Verranno distribuiti volantini informativi sul boicottaggio e verrà effettuata un azione di disturbo non violenta attraverso cori, slogan e l'esposizione di uno striscione e bandiere. Il sit-in sarà itinerante e seguirà la carovana olimpica lungo le strade della città. L'inizio è previsto con l'arrivo della Fiaccola alle ore 14.55 in via Ravegnana. Speriamo ci sia anche una seppur piccola rappresentanza dei naturisti della nostra corrispondente locale: ll’ A.N.E.R.. Per iniziare, da subito un’azione concreta, di cambiamento dei nostri consumi vi ricordiamo tutti i prodotti della The CocaCola Company: COCA-COLA, FANTA, SPRITE, BURN, NESTEA, BONAQUA, KINLEY, BEVERLY, MINUTE MAID, POWERADE, ICE LEMON. Per approfondire tutto il materiale di cui parliamo è a disposizione di tutti sul sito www.nococacola.info Davide di AssoNatura. Fonti: AAM Terranuova, Reboc. |