ELEZIONI: HA VINTO COMUNQUE LA NON CULTURA.
Leggo con sconcerto le analisi del dopo voto sui vari media, anche per quelle offerte dalla stessa Megachip.... e mi sembrano superficiali.
Le elezioni scorse sono state un trauma per molti cittadini di sx, non riusciamo a capacitarci di come sia stato possibile un risultato cosi' dopo 5 anni del peggiore governo che l'Italia abbia mai avuto. Se consideriamo che questi 5 anni sono stati anche un periodo di crisi economica in cui ci siamo impoveriti notevolmente diventa ancora piu' incredibile.
Certo la televisione ha avuto il suo effeto devastante, la campagna mediatica di Berlusconi sara' riuscita a fargli guadagnare in poco tempo quello svantaggio che tutti davano ormai per certo... ma non credo si possano dare alla televisione tutte le colpe.
Non credo che la vittoria di misura del ct sx si possa considerare solamente un problema poltico, credo piuttosto sia l'espressione di un problema sociale e culturale molto grave che caratterizza l'attuale societa', in particolare quella italiana. La televisione puo' convincere il tele-cittadino che le colpe di Berlusconi non sono cosi' gravi, che le sue bugie non sono cosi' false e fare un po' di terrorismo mediatico per chi ancora crede alla possibilita' dell'istaurazione di un regime comunista in Italia ma, come dice Moretti nel suo Caimano, "chi voleva sapere gia' sa'...."
L'Italiano (perlomeno la maggior parte degli italiani) sa benissimo chi e' Berlusconi. La maggior parte di quelli che l'hanno votato sanno benissimo che "non e' proprio onesto", sanno che controlla i media, sanno che si e' fatto le leggi "ad personam" e che non rispetta le regole della democrazia.... il problema, a mio parere, e' che sanno tutto questo ma non gli interessa e non ci vedono nulla di male.
Il problema e' che nell'attuale cultura italiana l'onesta' non rappresenta un valore; il rispetto delle regole non rappresenta un valore; la solidarieta' non rappresenta un valore...
L'italiano (sia di destra che di sinistra) ammira chi e' piu' "furbo". Se riesco ad avere dei vantaggi personali anche senza rispettare le regole, anche calpestando le persone che mi possono ostacolare allora sono intelligente e sono ammirato.
Questo non e' una prerogativa del nostro sistema politico ma avviene tutti i giorni, nel mondo reale, fuori dai palazzi del potere.
Al contrario di molti altri paesi europei in Italia ha piu' successo chi ha le conoscenze giuste e chi riesce ad approfittare degli altri e non chi e' piu' bravo, piu' intelligente, piu' capace. Questo succede nella scuola dove impariamo a "lecchinare" i professori, dove impariamo a copiare i compiti e farci i "bigliettini"; succede nei concorsi pubblici dove passano quelli che hanno le conoscenze giuste, nelle universita' dove avanza chi ha le protezioni giuste; nel mondo del calcio dove insegnano ai bambini a buttarsi in area per simulare i falli e che giocare corretto non e' necessario ma l'importante e non farsi vedere dall'arbitro; nel mondo del lavoro dove piu' sali la scala gerarchica piu' trovi gente spregiudicata, dove il valore e' saper approfittare dei colleghi o dei subalterni per scaricare le proprie colpe e mettersi in mostra con chi ha piu' potere... ma lo si vede anche dalle piccole cose: da chi "furbamente" non paga i biglietti sui mezzi pubblici, chi guida per la strada fregandosene delle regole, chi pulisce casa buttando l'immondizia sul marciapiede...
Se, grazie anche alla Tv, riesco a convincere l'italiano che se mi vota avra' un qualche tornaconto personale, allora avro' il suo voto ... e questo e' quello che e' successo.
Se le nostre azioni sono guidate dal solo interesse personale allora bastera' convincermi che il mio interesse per quanto piccolo sia da una parte piuttosto che dall'altra e da quella parte andra' il mio voto, senza problemi.
La televisone puo' aver convinto gli italiani che ci avrebbero guadagnato qualcosa a votare a destra senza fargli vedere che votavano contro i loro interessi ma la decisione di prendere in considerazione solo ed escusivamente il loro tornaconto personale non dipende esclusivamente dalla televisione.
Certo anche le televisioni Berlusconiane in quasi 30 anni hanno contribuito a plasmare le nostre coscienze a "educarci" ad essere egoisti, acritici, "furbi".... il capitalismo prima e il neoliberismo globalizzante poi hanno dato una mano per ridurrre il paese di santi, poeti e viaggiatori in questa sitazione disastrosa.
La battaglia per dei media indipendenti, sacrosanta e assolutamente necessaria, dovra' quindi essere soltanto un primo piccolissimo passo verso l'affermazione di nuovi valori e di una nuova cultura meno egoistica e piu' aperta.
Concludo citando queste frasi di Terzani (da Lettere contro la guerra)... lui parla della guerra ma anche l'insensibilita' verso le guerre in atto puo' essere vista come l'espressione della nostra sottocultura, la stessa che ci ha portato all'attuale situazione politica:"...Ancor più che fuori, le cause [della guerra] sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l'insicurezza, l'ingordigia, l'orgoglio, la vanità... Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i nostri figli ad essere onesti, non furbi. "..."Visti dal punto di vista del futuro, questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo! A volte ognuno per conto suo, a volte tutti insieme. Questa è una buona occasione. Il cammino è lungo e spesso ancora tutto da inventare. Ma preferiamo quello dell'abbruttimento che ci sta dinanzi? O quello, più breve, della nostra estinzione? Allora: Buon Viaggio! Sia fuori che dentro."
Buon viaggio....
Fabio di AssoNatura