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NEWS NATURISMO

05/06/2006

COME SI VIVE IN ITALIA?

Sbilanciamoci ha redatto e diffuso il IV rapporto sulla qualità della vita in Italia. Vediamo come stiamo andando.



Per qualità dello sviluppo Trentino, Toscana ed Emilia Romagna sono al vertice

della classifica del IV Rapporto “Come si vive in Italia?” presentato dalla

Campagna Sbilanciamoci! L’indice “Quars” (Diritti umani, ambiente e politiche

sociali) misura la qualità dello sviluppo delle Regioni. “Il benessere di un

territorio non dipende solo dalla crescita del Pil. Da quattro anni misuriamo

la qualità dello sviluppo nelle regioni italiane in base a questo indice - ha

affermato Giulio Marcon di Sbilanciamoci! - e la nostra analisi dimostra come

ricchezza e qualità della vita, sviluppo economico e benessere dei cittadini

non vadano necessariamente di pari passo”. Quest’anno, oltre ad un indice

leggermente cambiato nella sua costruzione, la consueta classifica finale è

accompagnata dalle schede regionali: un’analisi sullo stato dello sviluppo

regione per regione.



Nella classifica generale troviamo ai primi posti il Trentino Alto Adige, la

Toscana e l’Emilia Romagna. Il risultato della Toscana è un chiaro esempio

della differenza tra il Quars e gli indicatori economici classici: la regione

si trova solo al nono posto per reddito pro-capite, ma ottiene il secondo posto

nella classifica del QUARS grazie ad una particolare attenzione alle questioni

di giustizia economica, welfare e partecipazione.



La Lombardia, per contro, pur essendo una regione ricca, non ottiene un buon

piazzamento soprattutto a causa di un’insufficiente attenzione alla qualità

ambientale, settore nel quale è all’ultimo posto. Secondo l’indice Eco

Management (elaborato da Legambiente), in questo campo soltanto il Trentino

ottiene un ottimo risultato, mentre altre 5 regioni raggiungono la sufficienza:

Emilia Romagna, Umbria, Veneto, Puglia e Campania.



Per quanto riguarda il livello di integrazione dei migranti, Sbilanciamoci l’ha

misurato sulla base del numero di ricongiungimenti familiari, della

scolarizzazione dei minori stranieri e del numero di stranieri che decide di

stabilirsi in ogni regione: in questo caso a primeggiare sono le Marche insieme

al Veneto e all’Umbria.



Altri ambiti interessanti presi in esame riguardano il livello di istruzione e

le pari opportunità. Nel primo caso si è calcolata la percentuale di

popolazione laureata per la quale l’Italia è ultima fra i paesi

industrializzati che vede in testa il Lazio con l’8% e ultima la Valle d’Aosta

con il 4.40%. Nel secondo, i dati mostrano che c’è ancora molto da lavorare sia

dal punto di vista della rappresentanza politica che da quello della

partecipazione al mercato del lavoro. In particolare è molto bassa la

rappresentanza delle donne nei consigli regionali: la regione che fa meglio è

la Toscana (26%), seguita dall’Umbria (16%) e dal Lazio (15%).



In generale sono le regioni del Centro Italia e quelle a Statuto Speciale del

Nord quelle dove si registra una maggiore qualità dello sviluppo. In

conclusione Giulio Marcon ha sottolineato come sia “assolutamente necessario

continuare a lavorare all’elaborazione e all’affinamento di questo tipo di

indicatori, in grado di misurare e monitorare la reale situazione del benessere

dei cittadini e delle comunità sul nostro territorio. Si tratta infatti di

strumenti utili a guidare le amministrazioni locali perché adottino politiche

adeguate al conseguimento di una migliore qualità di vita per tutti”.

Fabio di AssoNatura



Fonte: Metamorfosi



"Il PIL non misura né la nostra intelligenza, né il nostro coraggio, né 

la nostra saggezza, né la nostra erudizione...Misura tutto, insomma, 

tranne ciò che dà valore alla vita..." (Robert Kennedy, 1968)