LAMPADE RISPARMIO ENERGETICO OMAGGIO: TRUFFA?
Ennesima furbata all'italiana?
Forse avrete ricevuto anche voi in questi giorni un lettera che vi promette un’invio omaggio di un certo numero di lampade a risparmio energetico in cambio dell’invio del consenso ad usare i vostri dati personali per comunicarli ad aziende di servizi e/o d’altro genere. O addirittura avrete ricevuto una lampada omaggio dal vostro comune, o da qualche “operatore del risparmio energetico”, fornita addirittura dell’Enel o da una miriade di S.r.l. nate come funghi per “operare nei servizi che interessano il risparmio energetico”. Ebbene, ho interpellato un mio amico elettricista, che ne sa sempre una più del diavolo ed in breve ho scoperto di cosa si tratta: una truffa! Già il fatto di ricevere un bene materiale (quindi con ineludibili costi di produzione) gratis mi fa insospettire; la domanda che mi sorge spontanea, infatti, è: “ma chi paga?” Sarà che l’Enel, o la Fotosfera Srl, o la “T’illumino d’Immenso Spa”, siano diventate tutte delle associazione di Promozione Sociale? Delle Onlus? O sarà, che in un modo nuovo ed inedito, me la stanno mettendo di nuovo li?
Cosi, indaga e capisci, ho scoperto come funziona. Il Ministero ha stanziato dei fondi per il risparmio energetico, pagando a tutte le società che possono dimostrare di aver distribuito un certo numero di lampade a risparmio energetico, documentabile con i dati di chi le ha ricevute; il ministero le paga alla società distributrice (quindi c’è di mezzo anche l’enel) al prezzo di listino di vendita del produttore della lampada stessa. Senonchè queste stesse società acquistano il prodotto con sconti del 50 o 60 % rispetto al prezzo di listino. Et voilà, il gioco è fatto, fondo una Srl, regalo il maggior numero di lampadine possibile a nominativi dimostrabili pagandole 1 € al produttore e incasso dallo stato 2,50 € cifra indicata sul prezziario di listino della fabbrica della lampada. Più ne regalo, più incasso un utile netto in denaro sonante. E’ chi lo ha pagato questo utile? Il contribuente, cioè chi ha ricevuto la lampadina, cioè io, senza però che io avessi mai chiesto a nessuno di “comprare” quella lampadina, tanto più se va a finanziare decine di società fantasma nate per questo motivo (da bene informati o da collusi?) o anche se finanzia l’Enel che già di finanziamenti indebiti ne riceve ogni volta che pago la bolletta! Se facciamo due conti della serva e moltiplichiamo 2,50 € per, chessò, 500.000 famiglie a cui la mia “Ti dono l’illuminazione Srl” riesce a regalare una lampadina (e gli Italiani a caval donato non guardano di certo in bocca) fa 1.250.000 euri. Con acquisti di cosi alte quantità di prodotto ottengo dal produttore di lampadine di certo un bello sconto dal listino diciamo un 60%, e diciamo che mi costano quindi 500.000 euri. Certo devo spedirle, gestire la banca dati, pagare gli spedizionieri e il dipendente part-time che si occupa della gestione, però mi restano sulle unghie 6-700.000 mila euri!!! E nel caso dell’Enel, che al contrario della mia piccola “Abbi luce Srl” può raggiungere milioni di famiglie? Quanto grano gli resta sulle unghie che va ad aggiungersi ai furti del cip6? A voi l’ardua sentenza… e se vi vogliono regalare una lampada a risparmio energetico… ditegli che la volete pagare! Ma comprandola in un normale negozio di materiale elettrico!
Davide di AssoNatura