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NEWS NATURISMO

26/10/2007

ECO.NAT. L'associazione Milanese chiude i battenti e cessa le attività. Una sconfitta per il Naturismo Italiano.

PER FAVORE... NON CHIAMIAMOLO NATURISMO

Tranquilli... non ho nessuna intenzione di annoiarvi con una lunga trattazione teorica sul significato del termine naturismo. Quello che farò, con queste poche righe, è semplicemente un annuncio riguardante la fine di ECO.NAT ed alcune considerazioni personali sulle vicende degli ultimi anni.  Sabato 27 ottobre si è svolta l’assemblea di ECO.NAT durante la quale, in qualità di presidente, ho dichiarato conclusa l’esperienza della nostra associazione. Ricordo brevemente che ECO.NAT (Ecologisti Naturisti) era nata per riappropriarsi di quelle tematiche originali del naturismo che le associazioni moderne sembravano aver dimenticato, quali l’ambiente e la sua salvaguardia, la medicina e l'alimentazione naturale. Pensavamo, con la fondazione di ECO.NAT., di dare un contenitore ai naturisti della Lombardia nel quale ritrovarsi e organizzare insieme delle iniziative al di là delle solite sigle (Uni, Anita, Anei) che generavano sterili rivalità e divisioni. Queste belle intenzioni si sono scontrate (e frantumate) nell’impatto con una realtà che ormai si dirigeva in modo deciso in una direzione totalmente diversa. Purtroppo negli ultimi anni si è svolto anche in Italia, come in Francia, lo scontro tra le associazioni (portatrici e promotrici di valori naturisti) e i centri naturisti (portatori solamente degli interessi commerciali dei rispettivi proprietari). Come potete facilmente immaginare il risultato è apparso scontato fin dall'inizio, non solo perchè gli interessi materiali hanno quasi sempre la meglio sui valori, ma anche perchè molte menti eccelse del naturismo italiano non hanno ancora oggi capito qual'è la reale posta in gioco. All’interno di ogni tragedia però si nasconde quasi sempre una farsa. In questa battaglia “epocale” tra Associazioni e Centri naturisti, la farsa è rappresentata dal fatto che il presidente della “maggiore” Associazione naturista italiana e della FENAIT era, ed è tuttora, anche proprietario del più importante e strutturato centro naturista. Di conseguenza il contrasto è avvenuto in massima parte all’interno di una sola persona. Conoscendola, possiamo immaginare a quali “terribili sofferenze” sia stata sottoposta quando ha dovuto scegliere tra i due interessi contrapposti. La nostra associazione si è battuta senza successo per evitare che lo scontro si risolvesse a favore dei Centri, infatti ECO.NAT, ANER e ASSONATURA, fondando la CONAIT (Confederazione Naturista Italiana), circa tre anni fa hanno denunciato tale farsa facendo vacillare, per un attimo, la poltrona del presidente-imprenditore. Se in quel momento ci fosse stata unità tra le Associazioni forse oggi il panorama naturista sarebbe diverso. E’ triste anche ricordare che in quel momento cruciale l’Anita e l’Uni-Lazio, rimanendo nella FENAIT (dove tuttora rimangono) gli hanno fornito quella stampella e quella legittimazione necessaria che hanno contribuito a tenerlo in piedi. Signor presidente-imprenditore la partita è chiusa, a questo punto non posso che riconoscere la bravura, l’astuzia e la tenacia con cui Lei ha portato avanti e attuato il suo progetto di una vita. E’ riuscito a vincere tutte le Sue battaglie ed a sbaragliare tutti i Suoi avversari. Conoscendolo, sono convinto che Lei non abbia esitato un istante neppure quando tra i suoi avversari è comparso, a sbarrarle la strada, il Naturismo. Comunque Lei ha vinto ed è questo quello che conta. Spero che dopo il riconoscimento sincero della Sua vittoria, Lei voglia permettermi un consiglio: non si nasconda dietro a ideologie che non esistono più (grazie anche a Lei), per favore... lo chiami semplicemente “nudismo”. Il nudismo esiste, è vivo ed è reale esattamente come il reddito che le procura. Restituiamo il giusto significato alle parole, il centro di cui Lei è proprietario chiamiamolo “nudista”, così come sono centri “nudisti” quelli dei Suoi amici che La sostengono con tanto entusiasmo. Le Associazioni fittizie create per fare girare meglio il business all’interno, o in appoggio, dei centri nudisti che gestite, per favore... chiamatele anch’esse nudiste. Sono convinto che ci sia più naturismo nelle iniziative di una qualsiasi associazione ambientalista di quanto se ne possa trovare in tutti i vostri centri messi assieme. Nicolò Spinicchia. Milano, 28/10/2007