Naturisti in rivolta a Lido di Dante
Il Presidente ANER Jan Pascal Marcacci minaccia di scendere in piazza per protestare contro il sempre più concreto rischio che la spiaggia di Lido di dante sia chiusa ai naturisti. Il parlamentino della circoscrizione del Mare l’altra sera ha approvato all’unanimità un documento in cui si invita il sindaco ad emanare un’ordinanza che vieti il nudismo a Lido di Dante. Il Sindaco Matteucci ha già assunto una posizione eccessivamente neutrale l’anno scorso non emanando l’ordinanza comunale che riserva un tratto di spiaggia alla pratica del naturismo per cavilli burocratici; e quest’anno si rischia un’ordinanza addirittura contraria che lo vieti. Marcacci, l’ANER e il Comitato per la protezione della spiaggia sono sul piede di guerra e se il sindaco emetterà un’ordinanza di divieto i naturisti faranno immediato ricorso al TAR. Oltre ad una protesta in Piazza del Popolo in costume adamitico per richiamare l’attenzione sull’ennesimo sopruso dei diritti dei naturisti, cioè di cittadini, che dovrebbero essere come gli altri, ma che di fatto continuano ad essere discriminati e perseguitati. Le pressioni del ‘parlamentino’ del mare hanno natura esclusivamente politica. Anche se sono state in qualche modo incoraggiate da Matteucci quando, appena due giorni fa, aveva dichiarato che non avrebbe dato corso alla concessione per la spiaggia naturista. «E ciò che non è autorizzato — aveva aggiunto — è vietato». Marcacci, avvocato penalista, lo smentisce al volo. «Il sindaco dovrebbe sapere in realtà che ciò che non è vietato è aurotizzato». Il presidente richiama quindi le sentenze della Cassazione che ammettono la pratica nudista nelle aree dove tale attività è presente storicamente, e i ricorsi vinti davanti al giudice di pace contro quei verbali della Forestale che sanzionavano chi prendeva il sole senza costume alla Bassona. «La Forestale — aggiunge — fa benissimo a intervenire, ma quando denuncia chi commette atti osceni. In realtà quello che ci viene mosso è un attacco politico. Ignorando il fatto che Lido di Dante si regge turisticamente proprio sulla pratica naturista». La vergogna è che continua ad esserci confusione tra cos’è il naturismo, il nudismo e altre cose che nulla centrano come l’esibizionismo e gli atti osceni; ignoranza che permea anche chi vive da quarant’anni accanto ad una delle spiagge nudiste più vecchie d’Italia. Dimostrando che l’ignoranza non è solo l’assenza di conoscenza ma è soprattutto il rifiuto di voler conoscere. Massimo sostegno dunque ai naturisti emiliano romagnoli anche da AssoNatura.
Davide Quaranta